Assistenza infermieristica a pazienti affetti da patologie croniche

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Con l’avanzare dell’età, è più facile incorrere in patologie croniche che mettono in discussione la capacità di badare a se stessi e l’assistenza infermieristica diventa necessaria. Le malattie croniche (o non trasmissibili), secondo i dati in possesso dell‘Istituto Superiore di Sanità, affliggono circa 24 milioni di persone. Queste patologie hanno un impatto forte sulla qualità della vita. Nella maggior parte dei casi, siamo di fronte a persone anziane (soffre di malattie croniche oltre l’85% degli ultra 75enni) e le donne, in particolare quelle che hanno più di 55 anni.

L’assistenza domiciliare alle persone afflitte da patologie croniche diventa quindi fondamentale. I medici ospedalieri infatti non possono prendersi cura anche di questa tipologia di pazienti, che va necessariamente curata da un infermiere a domicilio. Negli ultimi tempi, l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è diventata il cardine della medicina territoriale e consente di gestire le situazioni più disparate.

Assistenza infermieristica domiciliare: cosa significa

L’assistenza infermieristica a domicilio (detta anche cura domiciliare) sta diventando uno dei pilasti della medicina del territorio. L’ospedalizzazione ha costi esorbitanti e spesso non è la soluzione giusta per curare le patologie croniche. Il paziente non ha bisogno di essere trasportato in un altro contesto e può curarsi presso la propria abitazione, mantenendo inalterato il proprio stile di vita. Gli individui affetti da patologie croniche rimangono così all’interno del nucleo familiare durante il processo di cura.

Le aziende sanitarie pubbliche e private hanno investito molto per formare i professionisti nella cura e nella riabilitazione integrata. Le professionalità coinvolte nell’assistenza domiciliare integrata sono molte (medico, l’infermiere, il fisioterapista, l’oss, l’assistente sociale) e ognuna porta il suo contributo.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce a tutte le persone in condizioni di fragilità o con patologie croniche in atto percorsi assistenziali di vario genere (trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi). L’obiettivo è quello di ibernare il quadro clinico e di bloccare il declino funzionale. Questo servizio (generalmente) è appannaggio del comune di residenza che si fa carico dell’anziano dopo aver accertato le sue condizione di salute. Lo strumento da cui si parte è il PAI (Progetto di Assistenza Individuale).

Questo tipo di assistenza rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero quella tipologia di servizi preposta a garantire continuità assistenziale al territorio e alle persone non autosufficienti. Un lavoro di equipe tra figure sanitarie come infermieri, medici, fisioterapisti) e le figure appartenenti alla rete sociale del paziente come i caregiver e gli infermieri di famiglia.

Cosa fa l’infermiere a domicilio

Esistono due tipi di assistenza domiciliare: quella a prestazione (legata a un intervento occasionale o a ciclo programmato) e quella domiciliare integrata che invece è di competenza di una equipe multi professionale. L’assistenza domiciliare integrata si divide in tre livelli di cure domiciliari e un livello di cure palliative.

Questo sistema di ospedalizzazione domiciliare è molto efficace e crea un’alternativa valida e funzionale ai ricoveri in hospice e terapia intensiva. Per garantire un’assistenza domiciliare adeguata è necessario che ci siano diverse professionalità: infermiere delle cure domiciliari, medico di medicina generale, fisioterapista e medico specialista. L’infermiere a domicilio è il responsabile dell’assistenza infermieristica a domicilio del paziente. L’UVT (Unità di Valutazione Territoriale) e il medico di medicina generale (MGG) compilano il PAI e poi delegano la sua attivazione all’infermiere.

L’infermiere diventa una sorta di responsabile del reparto ospedaliero all’interno del domicilio. Il nucleo familiare inoltre contribuisce al miglioramento della qualità della vita del paziente e alla stabilizzazione della malattia. L’infermiere quindi oltre a svolgere la sua professione a livello tecnico (terapie, medicazioni, ecc.), ha anche un ruolo psicologico nel processo di cura degli utenti. Gli strumenti a disposizione degli infermieri sono gli stessi dei reparti ospedalieri: deflussori, aghi per le terapie infusive o prelievi ematici, presidi per la medicazione e gestione di presidi quali cateteri vescicali, SNG e PEG, PICC e CVC.

Assistenza infermieristica a paziente affetti da ictus cerebrale

L’assistenza infermieristica è più o meno complessa in base alla patologia per cui si viene curati a domicilio. Nel caso di ictus cerebrale, per esempio, l’assistenza continuativa e il trattamento sono fondamentali per stabilizzare il quadro clinico del paziente. Lo stroke ischemico (detto anche ictus cerebrale) si verifica quando manca sangue al cervello per qualche secondo. Questa mancanza può essere causata sa un trombo che occlude l’arteria cerebrale e impedisce al sangue di circolare.

Dal punto di vista medico, lo stroke ischemico è una patologia connessa al tempo. Col passare dei giorni infatti, la sintomatologia peggiora e aumenta anche il rischio di mortalità. Per evitare il ripetersi del fenomeno, è necessario rimuovere il trombo (per via chirurgica o per via farmacologica). Una volta che il paziente affetto da ictus arriva a casa, l’infermiere deve attenersi al PAI (Progetto di Assistenza Individuale):

  • Monitorare il paziente
  • Controllare il funzionamento degli accessi venosi
  • Posizionare un catetere vescicale per il controllo della diuresi
  • Predisporre O2 terapia e aspiratore

La complessità non si limita quindi alla difficoltà delle cure o all’utilizzo di alcuni macchinari (ad es., macchina per ventilazione o elastomero nella terapia del dolore), ma sta nell’adottare il giusto approccio psicologico. Ogni infermiere deve gestire i momenti di debolezza del paziente e deve consentirgli di riprendere le relazioni all’interno della famiglia e con gli amici. Nonostante gli esiti dell’ictus infatti, è necessario riprendere la vita nel miglior modo possibile e l’infermiere in questo gioca un ruolo fondamentale.

assistenza infermeristica a domicilio per malati di ictus

Assistenza domiciliare a pazienti affetti da demenza su base vascolare

Lo stroke ischemico può causare handicap gravi a livello fisico e cerebrale, i mini-stroke invece causano danni in aree ristrette del cervello. La conseguenza è la demenza vascolare, che rappresenta il 10-15% del totale delle demenze mondiali (la più diffusa dopo il Morbo di Alzheimer). L’infermiere a domicilio che deve assistere un paziente affetto da demenza vascolare deve intervenire sulla comunicazione. Il paziente infatti non è in grado di esprimersi molto chiaramente e il suo bagaglio di parole a disposizione via via si va riducendo. Ai termini specifici si sostituiranno infatti parole generiche come roba e coso.

L’infermiere in questo caso ha il compito di impostare un dialogo marcando il linguaggio non verbale e mantenendo viva l’attenzione. Inoltre l’assistenza infermieristica prevede il monitoraggio dello stato di avanzamento della demenza a livello neurologico, cardiologico e circolatorio. La demenza infatti può essere accompagnata da altre patologie come aterosclerosi, ipertensione cronica, dislipidemie e cardiopatie.

Assistenza infermieristica a pazienti parkinsoniani

Il morbo di Parkinson si caratterizza per 3 sintomi:  tremore, rigidità e lentezza dei movimenti. La terapia riabilitativa risulta di estrema rilevanza perché è l’unico modo per prevenire un ulteriore peggioramento. A causa dell’avanzamento della malattia, il paziente affetto da Parkinson sprofonda infatti in una pericolosa condizione sedentaria; per spezzare questo ciclo vizioso è indispensabile una terapia riabilitativa motoria da praticare quotidianamente.

L’assistenza infermieristica ai pazienti affetti da Morbo di Parkinson è varia ed include l’assistenza diretta e di supporto; l’infermiere assume di conseguenza una serie di molteplici ruoli, di sostegno, di monitoraggio, di educazione e consiglio e la maggior parte delle volte diventa un sostegno imprescindibile alle famiglie che devono convivere con la gestione di questa malattia.

Infermiere a domicilio per pazienti oncologici

L’infermiere che lavora in ambito oncologico è una figura che si può ritrovare in ambienti diversi: ospedale, hospice, assistenza domiciliare e cure palliative. L’area oncologica è una delle più vaste ed abbraccia molte competenze che l’infermiere in oncologia può e deve essere in grado di svolgere.

L’ambiente domestico è quello preferito dai pazienti e dai familiari che se ne devono prendere cura perché a casa il paziente può godere di tutti i comfort e di tutto l’amore e l’affetto della sfera familiare. Per un malato oncologico infatti, l’affetto familiare è la cosa più importante. Poi ci sono tutti i confort che l‘assistenza infermieristica domiciliare consente: dormire nel proprio letto, mangiare ai propri orari, avere la sicurezza di poter riposare tranquillamente e di poter portare avanti le proprie abitudini.

Emergenza For Life offre servizio infermieristico domiciliare che può essere svolto in orari diurni o notturni o con copertura h 24. Si rivolge a tutti quei pazienti di Roma e provincia affetti da patologie acute o croniche che hanno bisogno di un’assistenza ad ore, sporadica o continuativa.

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Fabio Di Eugenio

Fabio Di Eugenio

Infermiere dal marzo 2012. Ha conseguito il Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Nell'aprile 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Dall' aprile 2015 ad oggi ricopre il ruolo di Coordinatore Infermieristico dell'UOC Anestesia e Rianimazione e con delega anche Coordinatore Infermieristico dei reparti di neurologia, neurochirurgia e neuriabilitazione



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