Medicazioni a domicilio: tutto quello che c’è da sapere

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Le medicazioni a domicilio sono la colonna portante del sistema infermieristico (ospedaliero e non). Sono moltissimi infatti i casi in cui i pazienti hanno bisogno di medicazioni (incidenti e operazioni) a domicilio. Esistono diversi tipi di medicazione e di prodotti che consentono all’infermiere di portare avanti il percorso di guarigione.

Medicazioni a domicilio: cosa sono e come si classificano

Esistono medicazioni semplici (quelle legate a piccoli incidenti o operazioni) e medicazioni avanzate, le quali mantenendo un microambiente umido, favoriscono il processo di riparazione tissutale. Esse proteggono da infezioni di tutti i generi e mantengono la temperatura costante e la permeabilità all’ossigeno. Le medicazioni non sono mai univoche: non esiste infatti un’unica medicazione che accompagna il paziente nel processo di guarigione. Sarà l’infermiere adeguatamente formato a decidere il presidio più appropriato in base a un’ampia gamma di prodotti a seconda della lesione.

L’infermiere in seguito, dopo un’attenta analisi del dolore e della lesione, assegna la scala di riferimento: scala EPUAP/NPUAP, PUSH TOOL, BWAT per le lesioni da pressione, scala TEXAS e WAGNER per le lesioni del piede diabetico, scala di LERICHE FONTAINE per le lesioni di origine arteriosa dell’arto inferiore e scala START per le skin tears scala ASEPSIS per le ferite chirurgiche.

Come si prepara la ferita

La preparazione del letto della ferita (Wound Bed Preparation) inizia con un’analisi degli elementi che possono intralciare il processo di guarigione. Nelle medicazioni a domicilio, una prima criticità può essere il tessuto disvitale: un tessuto giallastro e molle che indica la presenza di un processo infettivo o di fibrina degradata.

Questo impedisce una valutazione approfondita della lesione e delle strutture, blocca la migrazione cellulare e rallenta il processo di guarigione. In questo caso, l’infermiere deve procedere con il debridment: una tecnica medica e infermieristica che prevede la rimozione del tessuto lacerato che può essere chirurgico, enzimatico, autolitico, meccanico e biologico.

Come si interviene nella ferita

Il debridment chirurgico è una procedura chirurgica che va utilizzata solo nel caso di escare estese. Si tratta di un’attività veloce e dolorosa che rimuove il tessuto che sta andando in necrosi. Il debridment enzimatico utilizza enzimi proteolitici esogeni che interagiscono con quelli endogeni. Questa medicazione favorisce la rottura dei legami peptidici non vitali. In questi casi (nelle medicazioni a domicilio e ospedaliere) bisogna mantenere la ferita umida e monitorare la cute per evitare che si maceri. A differenza di quello chirurgico, necessita di tempistiche molto più lunghe.

Per debridment autolitico invece si intende un sistema di idrogeli e/o idrocolloidi che hanno la funzione di idratare e ammorbidire l’escara (il tessuto malato) e di favorirne il distacco dalla parte tissutale sana. Il debridment meccanico invece rimuove il tessuto non vitale dal letto della lesione e rimuove anche il tessuto di granulazione. I più comuni sono le medicazioni wet to dry, le irrigazioni ad alta o bassa pressione e la terapia a getto d’acqua. Per il debridment biologico, è necessaria la larva di Lucilla Sericata. Essa si nutre del tessuto necrotico e produce enzimi proteolitici che hanno effetti benefici sul tessuto vitale.

Medicazioni semplici e avanzate

La medicazione semplice è su una superficie piana e copre la ferita chirurgica. Può avere una lunghezza variabile (da 1 cm a 20-30 cm) la cute è tenuta vicino da punti di sutura che possono essere, metallici, in filo non riassorbibile o filo riassorbibile.

Per medicazione avanzata si intendono materiali di copertura che abbiano caratteristiche di biocompatibilità. L‘utilizzo di medicazioni avanzate favorisce così una riparazione tessutale più rapida. Purtroppo non esistono medicazione standard e ogni tipologia di ferita, ha bisogno di un particolare e ben definito percorso di guarigione. Queste medicazioni non sono molto economiche ma consentono, tuttavia, di ridurre i costi per l’intervento del personale sanitario.

Le medicazioni avanzate hanno molti vantaggi: mantengono l’ambiente umido, consentono lo scambio gassoso di ossigeno, anidride carbonica e vapore acqueo con l’ambiente e assicurano l’isolamento termico. Inoltre sono sicure, non contengono elementi tossici e hanno una grande capacità di assorbimento. Altri vantaggi sono la capacità di conformarsi a superfici irregolari e la durata (non devono essere cambiate ogni giorno).

medicazioni a domicilio
Sono sempre più gli italiani che si rivolgono a infermieri a domicilio (Pixabay)

Tipologie di medicazioni a domicilio avanzate

  • ALGINATI: fibre in tessuto non tessuto derivate da alghe marine
  • IDROCOLLOIDI: medicazioni che assorbono medie quantità di essudato (liquido infiammatorio extravascolare)
  • IDROFIBRE: medicazioni a base di carbossimetilcellulosa
  • IDROGELI: medicazioni idrofiliche sotto forma di gel
  • POLIURETANO IN SCHIUMA: sostanza presente in numerose medicazioni avanzate
  • POLIURETANO IN FILM: medicazione semi occlusiva usata per proteggere cateteri intravenosi
  • MEDICAZIONI IPERTONICHE: garze impregnate con cristalli di sale al 20%

Medicazioni post intervento chirurgico a domicilio

Quando si viene dimessi da un reparto spesso, bisogna proseguire la medicazione fino alla rimozione dei punti. Un lavoro non semplice che va gestito in maniera professionale. Per questo motivo, anche se si tratta di una medicazione semplice, è meglio affidarsi a infermieri a domicilio capaci di gestire la medicazione della ferita su un lungo periodo. La medicazione della ferita chirurgica più semplice richiede dei passaggi di base:

  • Organizzare il materiale necessario compreso il sacchetto per lo smaltimento dei rifiuti
  • Rimuovere la medicazione da sostituire
  • Osservare se la ferita migliora
  • Disinfettare
  • Mettere la medicazione nuova
  • Smaltire i rifiuti

Per effettuare questa attività servono guanti monouso, disinfettanti (amuchina 5, clorexidina 2%, iodio-povidone, soluzione fisiologica 0,9%) e garze. Queste medicazioni a domicilio a volte vanno sostituite e fatte nello stesso modo, come nel caso delle medicazioni al ginocchio. Per rimuovere una medicazione bisogna fare una trazione leggera. Ci sono infatti sedi molto delicate che hanno una sensibilità maggiore (come le ascelle o l’inguine). Una volta rimossa, bisogna focalizzarsi sull’aspetto della ferita. La cute deve avere un aspetto normale e non deve essere gonfia. Una volta che ci si è accertati di questo, bisogna disinfettare la ferita con un batuffolo o con una garza. In seguito, bisogna lasciare asciugare il disinfettante in eccesso e posizionare la nuova medicazione.

Quali sono gli esami che che si possono fare a domicilio

– Iniezione intramuscolare o sottocutanea
– Terapia endovenosa
– Medicazione semplice
– Medicazione complessa
– Cateterismo vescicale
– Prelievo ematico e di urine
– Rilevazione parametri vitali
– Rimozione punti di sutura
– Assistenza e gestione stomie
– Clistere
– Elettrocardiogramma
– Trattamento lesioni da pressione

Quali sono i vantaggi dell’assistenza sanitaria a domicilio

I vantaggi dell’assistenza sanitaria a domicilio sono notevoli e sono sia economici sia qualitativi. I costi dell’assistenza a domicilio infatti si riducono notevolmente e allo stesso tempo migliorano la qualità di vita del paziente e della sua famiglia. I nuovi modelli territoriali (dovuti anche al Covid) si basano sulle e cure primarie e su diverse tipologie di strutture intermedie (sia sanitarie che socio-sanitarie) fra ospedale e domicilio.

L’obiettivo è creare percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (Pdta) integrati, efficaci e monitorabili. Attraverso l’assistenza sanitaria a domicilio, è più facile somministrare terapie e iniezioni a domicilio e gestire la nutrizione parentale. For Life Emergenza mette a disposizioni infermieri in grado di effettuare medicazioni a domicilio entro le 24 ore dalla richiesta, anche oltre l’orario lavorativo e nei weekend.

Fabio Di Eugenio

Fabio Di Eugenio

Infermiere dal marzo 2012. Ha conseguito il Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Nell'aprile 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Dall' aprile 2015 ad oggi ricopre il ruolo di Coordinatore Infermieristico dell'UOC Anestesia e Rianimazione e con delega anche Coordinatore Infermieristico dei reparti di neurologia, neurochirurgia e neuriabilitazione



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