Quando chiamare il 118 (che adesso è diventato 112)

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Il 118 è senza dubbio uno di quei numeri che ti rimangono impressi nella memoria fin da piccolo. Per tutti il numero delle emergenze, il numero da chiamare quando c’è qualcosa che non va e si necessita di un aiuto istantaneo.  Le domande che bisogna farsi quando si parla di 118 (che adesso è diventato 112) sono molte: quando bisogna chiamarlo? Quanto tempo impiega l’ambulanza per arrivare sul luogo dell’evento? A queste e altre domande sul 112 andremo a rispondere in questo articolo, che vuole essere una sorta di vademecum sul 112 e sulle motivazioni (giuste) che devono portare un utente a chiamarlo.

Cos’è il 118

Il 118 (che adesso è diventato 112) è il numero del Servizio Sanitario di Emergenza. Il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di garantire 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, una risposta immediata e adeguata a tutte le situazioni di emergenza sanitaria attraverso l’invio di mezzi di soccorso. Questo numero è molto semplice da chiamare ed è impostato da tutti gli operatori allo stesso modo.

Il 118 (che adesso è diventato 112) è raggiungibile da ogni telefono in modo gratuito e si può chiamare anche da un dispositivo privo di credito telefonico. Il 118 (che adesso è 112) è raggiungibile da qualsiasi apparecchio telefonico, fisso o mobile e appena si chiama si viene messi in contatto con la Centrale Operativa di Riferimento.

Quando bisogna chiamare il 118 (che adesso è 112)

Il 112 è il numero delle emergenze e va contattato solo nei casi in cui la vita della persona in questione è in pericolo (incidente stradale, incidente sul lavoro, malore, insufficienza respiratoria). In tutti questi casi, bisogna chiamare il 118 che si occuperà di inviare immediatamente un mezzo di soccorso. Il 112 è un numero di telefono che salva vite umane, quindi è bene non impegnare il centralino per richiedere informazioni sanitarie che non hanno carattere d’urgenza.

Non bisogna quindi pensare al 112 come a uno sportello di assistenza sanitaria. Per quello ci sono i centralini delle ASL o degli ospedali. Non bisogna chiamare il 112 per chiedere dimissioni o trasferimento non urgenti, né per effettuare visite mediche o specialistiche. Il 112 è un numero da comporre solo in casi di emergenza sanitaria e non va mai confuso con il medico di famiglia o con la Guardia Medica. Per questi servizi “secondari”, esistono inoltre aziende che offrono servizi di ambulanza privata.

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Chi lavora al 112

Al centralino del 112 lavorano professionisti specializzati in grado di agire e di operare in situazione estremamente complesse. Il loro compito è prezioso: mettere a proprio agio l’interlocutore e capire subito cosa va fatto nel minor tempo possibile. Ogni secondo che passa può fare la differenza. Una volta individuato il contesto clinico, l’operatore sceglie di inviare i mezzi più idonei a risolvere il problema in maniera efficace.

Chi lavora al 112, sa che non sarà facile ottenere le risposte a domande semplici come luogo dell’evento: comune, via, numero civico, eventuale interno, scala, nome sul campanello. In un contesto di emergenza (e di conseguenza di ansia e di paura) non è semplice mantenere la lucidità: ecco perché la figura del centralinista diventa fondamentale per garantire l’assistenza migliore nel minore tempo possibile.

Cosa fare in caso di emergenza

Quando si chiama il 112, il centralinista assume anche un ruolo di primo soccorso: sarà lui a dire e consigliare di effettuare manovre sulla vittima quali per esempio la prono supinazione, il massaggio cardiaco, la defibrillazione precoce tramite DAE. In generale, il consiglio è di non fare nulla di spontanea attività: un gesto che può sembrare utile in realtà può nascondere insidie o essere deleterio.

Per questo motivo è severamente sconsigliato spostare spostare la persona in un luogo diverso, caricarla in macchina senza aver capito realmente cos’ha o somministrare farmaci o bevande. In caso di emergenza, bisogna soltanto ascoltare i consigli dell’operatore e attendere l’arrivo del mezzo di soccorso.

Come funziona il trasporto in ambulanza

Una volta arrivata la chiamata, l’operatore assegna un codice colore in base alla gravità dell’evento e invia il mezzo di soccorso. Nel mentre, l’operatore sceglie anche l’ospedale di destinazione (che non sempre coincide con l’ospedale più vicino). L’ospedale viene individuato in base a diversi fattori: gravità e urgenza del caso, distanza e tempi di percorrenza, possibilità di effettuare accertamenti e interventi presso l’ospedale prescelto, conformità delle dotazioni. In alcuni casi particolari, è possibile richiedere il trasferimento in un determinato ospedale. La scelta però sarà sempre della Centrale Operativa, che confermerà o meno la richiesta.

I colori del 112

BIANCO: situazione non critica, servizio che può essere portato a termine anche in tempi non brevi

VERDE: poco critico, anche qui il servizio può essere differito

GIALLO: mediamente critico, anche se le funzioni vitali non sono a rischio bisogna agire il prima possibile

ROSSO: molto critico, la vita del paziente è in pericolo

NERO: decesso del paziente

Fabio Di Eugenio

Fabio Di Eugenio

Infermiere dal marzo 2012. Ha conseguito il Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Nell'aprile 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Dall' aprile 2015 ad oggi ricopre il ruolo di Coordinatore Infermieristico dell'UOC Anestesia e Rianimazione e con delega anche Coordinatore Infermieristico dei reparti di neurologia, neurochirurgia e neuriabilitazione



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