Trasporto ambulanza a lungo raggio: cos’è e come funziona

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Pe quanto riguarda il trasporto ambulanza a lungo raggio, è necessario fare un discorso di carattere normativo. Qualsiasi ambulanza, dal punto di vista legale, deve rispondere alle normative del Ministero dei Trasporti e della Navigazione in termini di dotazioni ed equipaggiamento. La differenza tra un’ambulanza e l’altra quindi sta (sostanzialmente) nel grado di emergenza: in caso di urgenza (o di trasporto da un ospedale a un altro per carenza di posti), il trasporto ambulanza è sempre a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Negli altri casi invece, il trasporto ambulanza a lungo raggio viene regolato da una sorta di accordo privato fra il paziente (o i familiari) e l’azienda privata che deve occuparsi del trasporto.

Trasporto ambulanza a lungo raggio: come funziona

Quando si chiama un’ambulanza privata, il team di professionisti sanitari elabora una strategia di assistenza al malato in base alle sue criticità. Nei viaggi di lunga distanza, anche se il paziente non presenta patologie che fanno pensare a cure di tipo intensivo, l’ambulanza privata mette a disposizione quasi sempre un infermiere. Sulle lunghe percorrenze infatti è preferibile avere sempre a bordo una figura con esperienza in grado di gestire, controllare e monitorare una eventuale situazione di emergenza.

Ci sono casi in cui invece si predilige la presenza del medico, che nella maggior parte dei casi è specializzato (fra le figure più richieste, c’è quella dell’anestesista rianimatore). La presenza del medico (che viene valutata in base al quadro clinico) naturalmente va ad aumentare il costo del servizio di trasporto ambulanza. In generale quindi, per il trasporto ambulanza a lungo raggio non esiste una regola precisa. La legge consente di concordare le migliori condizioni di trasporto in base alle condizioni contingenti del soggetto che viene trasportato. I costi possono variare in base alla tipologia di ambulanza scelta, al chilometraggio e all’equipaggio scelto.

 

Ambulanza privata Roma Sud

Trasporto in ambulanza pubblica: ecco quando bisogna pagare

Come accennato in precedenza, dal punto di vista normativo le ambulanze hanno la stessa dotazione (e l’equipaggio varia a seconda della tipologia di intervento). La differenza, nella maggior parte dei casi, sta nel tipo di intervento: ci sono dei servizi di trasporto in ambulanza per i quali non bisogna pagare ed altri che invece sono a carico dell’utente. In linea generale, l’ambulanza non va pagata solo nei casi di emergenza in cui il paziente non è in grado di raggiungere l’ospedale in altro modo (incidente, infarto, attacco di panico, caduta).

Negli altri casi, chi chiama l’ambulanza è tenuto a sostenere in parte (o completamente) il costo del trasporto. Questa divergenza è stata inserita per contrastare l’uso sconsiderato (e alcune volte improprio ed esagerato) del servizio.  Ecco, nel dettaglio, quando bisogna pagare il trasporto in ambulanza:

  • quando non è gestito dalla Centrale Operativa del
  • se non ci si trova in una reale situazione di emergenza
  • nel caso in cui il paziente sia trasportabile anche attraverso una normale automobile
  • quando il trasporto è fine a se stesso e non viene seguoto da un ricovero ospedaliero
  • se il trasporto è vero una sede non riconosciuta a livello territoriale
  • nel caso in cui il paziente abbia rifiutato una volta il trasporto pubblico
  • quando viene chiamata e poi annullata senza motivo
  • quando il paziente decide in modo autonomo presso quale ospedale o pronto soccorso recarsi

Servizio di ambulanza privata: costi e detrazioni

Per quanto concerne il costo di un’ambulanza privata, non esiste una omogeneità di prezzo. Le tariffe infatti sono gestite da società o aziende autonome che possono applicare tariffe diverse (e sottoscrivere contratti privati con i paziente e/o i familiari. Ad ogni modo, esiste un costo al chilometro (che può variare da società a società) e un costo di base (detto anche costo di uscita). Il prezzo naturalmente varia a seconda del mezzo scelto e dell’equipaggio a bordo (soccorritore, infermiere o medico). A livello di detrazioni finali però, non sono detraibili le spese sostenute per il trasporto in ambulanza eccetto due casi:

  • per gli utenti con disabilità (l’assistenza medica effettuata durante il trasporto è detraibile al 19% per la parte eccedente la franchigia);
  • per i disabili trasportati da una Onlus che ha rilasciato regolare fattura per il servizio di trasporto prestato o da altri soggetti
Fabio Di Eugenio

Fabio Di Eugenio

Infermiere dal marzo 2012. Ha conseguito il Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Nell'aprile 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Dall' aprile 2015 ad oggi ricopre il ruolo di Coordinatore Infermieristico dell'UOC Anestesia e Rianimazione e con delega anche Coordinatore Infermieristico dei reparti di neurologia, neurochirurgia e neuriabilitazione



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