Trasporto infermi a lunga percorrenza: come è strutturato il viaggio

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Quando si parla di trasporto infermi a lunga percorrenza, si affronta un discorso molto complesso in cui entrano in gioco diverse variabili. La prima riguarda la normativa: tutti i mezzi, oltre a rispondere alle normative del Ministero dei Trasporti e della Navigazione, devono seguire le norme regionali e comunitarie sulle dotazioni ed equipaggiamenti dei veicoli da soccorso. Il prezzo di partenza del trasporto è di 0,74 centesimi al chilometri ma in caso di un quadro clinico particolare, il servizio può superare anche la soglia di 1 euro. Nel computo dei chilometri, naturalmente, è incluso il rientro alla sede.

Trasporto infermi a lunga percorrenza: come funziona

L’ambulanza è un mezzo di primo soccorso nato per rispondere a standard di qualità e sicurezza molto elevati che sono regolamentati a livello regionale, nazionale ed europeo. Le normative vigenti sono aggiornate in modo costante e hanno come obiettivo il miglioramento del processo di trasporto e assistenza del paziente. Tutto deve avvenire in sicurezza e rispettando i più elevati standard di qualità in termini di sanificazioni e dispositivi di protezione. La normativa di riferimento nazionale è il  Decreto Ministeriale n. 553 del 17 dicembre 1987, ovvero la “Normativa tecnica e amministrativa relativa alle autoambulanze”.

La prima ambulanza è quella di tipo A ed è attrezzata per il trasporto di pazienti non gravi. A sua volta, si divide in A1 ((adatta per il trasporto di un singolo paziente) e A2 (adatta per il trasporto di uno o più pazienti su barella). Poi c’è l’autoambulanza per il primo pronto soccorso e il trasporto di pazienti gravi (ambulanza di tipo B). Infine c’è l’ambulanza di tipo C, che al suo interno contiene una unità mobile di terapia intensiva per il trasporto, il trattamento avanzato ed il monitoraggio dei pazienti gravi.

Trasporto anziani e disabili a lunga percorrenza

Il trasporto ambulanze Roma per i malati è un servizio gratuito solo nei casi di emergenza: in questo caso, il trasporto è carico del Servizio Sanitario Nazionale. Questa è la regola base a cui vanno aggiunte tutte le eventuali eccezioni definite regione per regione (il sistema sanitario, nell’operatività, è definito su base regionale e ogni regione può intervenire in modo differente). Tutti le altre tipologie di trasporto prevedono invece il pagamento di un ticket.

Il pagamento o meno del servizio di trasporto in ambulanza dipende anche dalla presenza di trasporti secondari che non hanno carattere di urgenza, come per esempio nel caso in cui si debba trasportare un malato da ospedale a ospedale o da ospedale a domicilio (e viceversa). Anche in caso di mancanza di posto letto e di trasporto “forzato”, il costo è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tutti i trasporti che non hanno carattere d’urgenza, di emergenza e che non sono connessi a una particolare condizione (mancanza di mezzi, mancanza di posti letto, mancanza di strumentazione adeguata) sono a carico del cittadino.

come è fatta barella ambulanza

Differenza tra ambulanza pubblica e privata

A Roma (ma questo vale anche per tutte le regioni d’Italia) si può richiedere l’intervento di un’ambulanza privata o di un’ambulanza pubblica. Dal punto di vista della dotazione, non c’è alcuna differenza. Il servizio di trasporto disabili privato e quello pubblico hanno gli stessi mezzi (trasporto non emergenziale, soccorso e soccorso avanzato) e devono sottostare alla stessa normativa. L’unica differenza è in termini economici: contattando un’ambulanza privata, il cittadino si assume l’onere di concordare il prezzo del servizio, del reperimento del mezzo e dell’organizzazione del trasporto. Ci sono società specializzate nel trasporto in ambulanza che offrono un servizio celere, organizzato e altamente professionale.

Si tratta di aziende private composte da professionisti che si propongono per trasporti eccezionali e per percorsi di lunga durata (che, per esempio, superano i 300 chilometri). Il costo del servizio, naturalmente, varia a seconda di alcune variabili determinanti: tipologia di mezzo richiesto (ambulanza di tipo A, di tipo B o autoambulanza), numero di chilometri da percorrere, quadro clinico del paziente e tipologie.

Quale dotazione deve avere una ambulanza

In ogni tipologia di ambulanza ci sono: estintori, torce, dispositivi acustici e luminosi di emergenzadispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti, mascherine e occhiali, aspiratori, barella e ossigeno. Inoltre, le ambulanze devono contenere i presidi per gestire in modo efficace le vie aeree (pallone autoespandibile e maschere di ossigeno di varie misure). Allo stesso modo, devono essere presenti quelli per gestire il paziente che ha subito un trauma (tavola spinale, barella a cucchiaio o di tipologia scoop e varie cinghie per l’immobilizzazione). Tutti questi materiali devono essere certificati.

L’ambulanza da trasporto (quella appartenente al tipo B) è quella adibita al trasporto di almeno una persona inferma in barella. Quest’ambulanza si compone della strumentazione di base perché non è prevista alcuna evoluzione in chiave negativa delle condizioni cliniche dell’infermo. Queste ambulanze da trasporto inoltre possono essere dotate anche di termoculle per trasportare, per esempio, un bambino da un ospedale all’altro. L’ambulanza da soccorso (appartenente alla categoria A) invece, oltre a contenere la strumentazione di base delle ambulanze da trasporto, è dotata di tutte le attrezzature necessarie per monitorare le funzioni vitali dei pazienti.

Trasporto infermi a lunga percorrenza: come funziona quello privato

Quando si chiama un’ambulanza privata, il team elabora una strategia di assistenza al malato in base alle sue criticità. Nei viaggi di lunga distanza, anche se il paziente non presenta patologie che fanno pensare a cure di tipo intensivo, l’ambulanza privata mette a disposizione quasi sempre un infermiere. Sulle lunghe percorrenze infatti è preferibile avere a bordo una figura in grado di gestire situazioni di emergenza.

In altri casi invece si concorda la presenza del medico, che può essere sia generico sia specializzato (i più richiesti sono gli anestesisti rianimatori). Se invece il paziente non necessita di figure sanitarie (come nel caso di fratture o alle articolazioni), il paziente verrà gestito da un semplice soccorritore. Nel caso di trasferimento infermi a lunga tratta quindi, il servizio a consente di concordare le migliori condizioni di trasporto in base alle condizioni contingenti del soggetto che viene trasportato. I costi possono variare in base alla tipologia di ambulanza scelta, al chilometraggio e all’equipaggio scelto.

Fabio Di Eugenio

Fabio Di Eugenio

Infermiere dal marzo 2012. Ha conseguito il Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie. Nell'aprile 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Dall' aprile 2015 ad oggi ricopre il ruolo di Coordinatore Infermieristico dell'UOC Anestesia e Rianimazione e con delega anche Coordinatore Infermieristico dei reparti di neurologia, neurochirurgia e neuriabilitazione



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